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Letture
11° INCONTRO
(30 Ottobre – 06 Novembre 2011)
Giorno 6 del mese di Novembre, Domenica
XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (A)
IL PADRE: DAL CUORE DI CRISTO GESÙ
Il Padre, per mezzo della Sapienza eterna fattasi carne, ci rivela con infallibile verità la sola via che conduce in Paradiso. Questa via è la fede nella Parola vissuta, ascoltata, obbedita in tutto, in pienezza di amore. L’olio che illumina la nostra lampada sono le opere della carità, della giustizia perfetta, della più grande santità. La fede, senza le opere della fede, è una lampada senz’olio che non fa luce.
ANTIFONA D'INGRESSO
La mia preghiera giunga fino a te; tendi, o Signore, l'orecchio alla mia preghiera.
COLLETTA
O Dio, la tua sapienza va in cerca di quanti ne ascoltano la voce, rendici degni di partecipare al tuo banchetto e fa’ che alimentiamo l'olio delle nostre lampade, perchè non si estinguano nell'attesa, ma quando tu verrai siamo pronti a correrti incontro, per entrare con te alla festa nuziale. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA – Dal libro della Sapienza (Sap 6, 12-16)
La sapienza è radiosa e indefettibile, facilmente è contemplata da chi l'ama e trovata da chiunque la ricerca. Previene, per farsi conoscere, quanti la desiderano. Chi si leva per essa di buon mattino non faticherà, la troverà seduta alla sua porta. Riflettere su di essa è perfezione di saggezza, chi veglia per lei sarà presto senza affanni. Essa medesima va in cerca di quanti sono degni di lei, appare loro ben disposta per le strade, va loro incontro con ogni benevolenza.
SALMO (Sal 62)
Ha sete di te, Signore, l'anima mia.
O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco, di te ha sete l'anima mia, a te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senz'acqua.
Così nel santuario ti ho cercato, per contemplare la tua potenza e la tua gloria. Poiché la tua grazia vale più della vita, le mie labbra diranno la tua lode.
Così ti benedirò finché io viva, nel tuo nome alzerò le mie mani. Mi sazierò come a lauto convito, e con voci di gioia ti loderà la mia bocca.
Nel mio giaciglio di te mi ricordo, e penso a te nelle veglie notturne, a te che sei stato il mio aiuto, esulto di gioia all'ombra delle tue ali.
SECONDA LETTURA – Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi
(1 Ts 4, 13-18)
Fratelli, non vogliamo lasciarvi nell'ignoranza, circa quelli che sono morti, perché non continuiate ad affliggervi come gli altri che non hanno speranza. Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui. Questo vi diciamo sulla parola del Signore: noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore, non avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti. Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell'arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell'aria, e così saremo sempre con il Signore. Confortatevi dunque a vicenda con queste parole.
CANTO AL VANGELO
Alleluia, alleluia. Sii fedele fino alla morte, dice il Signore, e ti darò la corona della vita. Alleluia.
VANGELO – Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25, 1-13)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge. Le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell'olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro! Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene. Ora, mentre quelle andavano per comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici! Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora.
SULLE OFFERTE
Volgi il tuo sguardo, o Padre, alle offerte della tua Chiesa, e fa’ che partecipiamo con fede alla passione gloriosa del tuo Figlio, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.
DOPO LA COMUNIONE
Ti ringraziamo dei tuoi doni, o Padre; la forza dello Spirito Santo, che ci hai comunicato in questi sacramenti, rimanga in noi e trasformi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore.
NELLO SPIRITO SANTO
L’intelligenza di ogni Parola di Cristo Gesù è dono dello Spirito Santo. Per Lui conosciamo in pienezza di verità quanto il Signore ha detto. Per Lui ogni giorno entriamo nelle profondità del mistero contenuto nella Rivelazione del Verbo della vita. Per Lui progrediamo di verità in verità, fino al raggiungimento della verità tutta intera. Lo Spirito Santo ci introduce nella conoscenza del vero pensiero di Cristo, il solo che è vera luce per ogni uomo.
VANGELO
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25, 1-13)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
Gesù sta per lasciare i suoi discepoli. L’ora della sua dipartita in Gerusalemme è ormai prossima. Mancano appena pochi giorni. Dona loro gli ultimi ammaestramenti sul mistero del regno dei cieli attraverso due parabole e il racconto del giudizio finale. Il linguaggio di Gesù è semplice. Solo però i puri di cuore vedono la verità contenuta in esso. Quanti sono dal cuore torbido rimangono nei loro pensieri e nella loro falsità.
Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo.
Gesù narra questa parabola sul mistero finale del regno servendosi, come era solito fare, di eventi del quotidiano. C’è uno sposalizio. Delle vergini devono accompagnare lo sposo nella casa della sposa.
È sera. Bisogna fare luce con delle lampade. Tutte le vergini prendono le loro lampade e attendono l’arrivo dello sposo. Fin qui tutto è semplice: sposalizio, vergini, lampade, accompagnamento.
Cinque di esse erano stolte e cinque sagge.
Le vergini però non sono tutte eguali. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge. Anche il loro comportamento non è uguale.
Le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio;
Le stolte prendono le lampade, ma non pongono alcuna attenzione a prendere anche l’olio, necessario perché le lampade facciano luce.
le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell'olio in piccoli vasi.
Le sagge invece prendono e olio e lampade. Per questo esse sono sagge: perché pongono ogni attenzione a che nulla manchi alle loro lampade. Anche questa seconda parte è semplice da comprendere: tutti sanno che senz’olio la lampada non si può accendere. Tutti sanno che l’olio è necessario alla lampada.
Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono.
Ci sono però degli eventi che non dipendono da noi. Lo sposo tarda a venire. Ritarda di un’ora…. Due ore…. Tre ore…. Quattro ore… cinque ore… Poiché lo sposo tardava, sia le sagge che le stolte si assopirono. L’attesa è lunga. L’assopimento è quasi naturale.
A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro!
Ecco che all’improvviso arriva lo sposo. Si leva un grido. Bisogna fare presto. Bisogna andare incontro allo sposo con le lampade accese.
Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade.
Le vergini si destano, preparano le lampade. È a questo punto che le stolte si ricordano, anzi vedono che non c’è olio per le loro lampade. Ognuna ha con sé la lampada, con sé invece non ha l’olio.
E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono.
Cosa fanno esse? Chiedono dell’olio alle sagge. Ora sanno che è necessario l’olio, perché altrimenti le lampade si spengono. Anche questa verità è facile da comprendere: viene un momento della nostra storia in cui la nostra stoltezza appare in tutta evidenza. La soluzione però non è più nelle nostre mani. Vediamo la realtà delle cose, ma non abbiamo alcuna possibilità di darle una soluzione secondo giustizia.
Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene.
Le sagge sono sagge proprio per questo: non si prestano alla soluzione suggerita dalle stolte, quella cioè di dividere con loro l’olio. La divisione sarebbe stata carenza per le une e per le altre. Sarebbe stata una soluzione stolta. La cosa più giusta, la buona soluzione, la soluzione di saggezza è una sola: andate dai venditori e compratevene. Usciamo dalla parabola ed entriamo nella realtà della fede: nessuno può dare le opere della sua fede ad un altro nell’ora della morte per la sua salvezza eterna. Ognuno deve mostrare al mondo intero le opere della sua fede, ma queste opere non possono essere date. Nessuno può accendere la lampada della sua fede con le opere buone dei suoi fratelli. Se la nostra vita è fatta di opere buone, essa brilla. Se le opere buone mancano, essa è tutta nelle tenebre.
Nessuno brillerà mai per le opere buone di un altro.
Ora, mentre quelle andavano per comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa.
La saggezza consiste proprio in questo: condurre la nostra vita nella verità dal primo istante di essa. Verrà un momento in cui non sarà più possibile entrare nella verità. Lo sposo arriva. La porta del convito si chiude. Chi è con la lampada accesa entra nella sala del convito nuziale. Chi è senza lampada rimane fuori.
Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici!
Le stolte vorrebbero entrare anche loro nella sala delle nozze. Si mettono a bussare alla porta. Il loro grido è accorato: “Signore, signore, aprici!”.
Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco.
La risposta è secca. È un no eterno. In verità non vi conosco. Questa risposta fa paura. La porta mai si aprirà per loro. Una cosa il mondo dimentica: Chi dice queste parole è Gesù. Chi dice queste parole è proprio quel Gesù del quale tutti gridano la sua eterna misericordia. Tutti costoro dimenticano che c’è un tempo per la misericordia e un tempo per la giustizia. C’è un tempo per l’accoglienza e un tempo per l’allontanamento. Finito il tempo della vita, viene l’ora del giudizio. Alla porta del paradiso ognuno dovrà presentarsi con una fede che brilla di opere sante, buone, giuste.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora.
Dobbiamo vegliare nel compimento delle nostre opere buone. Dobbiamo vegliare nel far brillare la nostra fede di opere giuste e sante. Ora sappiamo chi entra nel Paradiso: coloro che hanno trasformato la parola di Gesù in opera, in vita. Coloro che con la loro vita hanno fatto una grande luce al Vangelo. Ultima domanda: se l’insegnamento della parabola è così semplice, ma anche così evidente nella sua verità, perché sono in molti coloro che escludono il giusto giudizio di Dio? La risposta è una sola: se nel cuore dell’uomo regna lo Spirito del Signore vi dimora anche la sana e santa intelligenza delle cose rivelata. Se invece nel nostro cuore regna il peccato, con il peccato vi dimorano le tenebre. Chi è nelle tenebre non riesce a leggere nessuna parola, neanche quella scritta a caratteri cubitali. Non vi riesce neanche a leggerla, figuriamo a comprenderla in pienezza di verità. Gli occhi sono governati dal cuore. Se il cuore è limpido, tutto diviene chiaro e comprensibile. Se invece il cuore è torpido come il grasso, tutto diviene impossibile, incomprensibile. Tutto però viene spiegato e compreso dalle nostre tenebre e dal buio che ci circonda. Chi vive nel peccato confonde ogni cosa e nega ogni più evidente ed elementare verità. Tutto avvolge nelle sue tenebre morali chi ha il cuore immerso nella trasgressione dei comandamenti di Dio. La purezza del cuore è via indispensabile per comprendere la Parola del Signore in ogni sua più piccola verità rivelata in essa.
PER LA MEDIAZIONE DELLA CHIESA
La Chiesa ha il divin mandato da parte di Gesù di introdurre il mondo intero e prima di ogni altro tutti i suoi figli nella perfetta conoscenza della verità contenuta nella Parola rivelata. La Chiesa è fatta di uomini. Se l’uomo che spiega la Parola è dal cuore puro, pura è anche la verità che esce dalla sua bocca. Se invece quest’uomo è dal cuore torpido come il grasso, unto e bisunto di peccato, in lui non c’è posto per alcuna luce di verità. Costui parlerà sempre dal profondo delle sue tenebre.
Dieci domande di aiuto per la catechesi
1) A chi racconta Gesù questa parabola qualche giorno prima di passare da questo mondo al Padre? 2) Quale illusione con questa parabola Gesù vuole fugare dal cuore di ogni suo discepolo?
3) Delle dieci vergini chi è stolta e chi è sapiente?
4) Cosa chiedono le stolte alle sagge?
5) Quale fu la risposta delle sagge?
6) Perché questa risposta è saggia?
7) Cosa fanno le stolte al ritorno e cosa dicono?
8) Quale fu la risposta dello sposo?
9) Credo nella verità eterna di questa risposta?
10) Credo che anche per me la porta potrà essere chiusa per sempre?
E PER L’INTERCESSIONE DELLA VERGINE MARIA, MADRE DELLA REDENZIONE
La Vergine Maria, Madre della Redenzione, custodisce con grande gelosia ogni Parola di suo Figlio Gesù nel cuore. Ella sempre vigila sulla Chiesa perché la menzogna e le tenebre non si impossessino mai della verità rivelata. Per questo Ella sempre interviene e chiede ad anime particolari che rimettano sul candelabro del mondo la lampada della Parola con l’olio della sua verità eterna. Per costante premura della Vergine Maria, Madre della Chiesa, mai la divina Parola sarà vinta dalle tenebre del peccato. Sempre essa brillerà nei cuori di purissima luce divina.